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Codice etico

Siamo una comunità che con gli anni, attraverso il dialogo, l’incontro e l’impegno comune  è  diventata una grande famiglia pronta a darsi una mano per un sorriso.

Operiamo nel mondo per la difesa dei diritti dei bambini che vivono in situazioni di estrema povertà e in zone di guerra. In Italia promuoviamo la sensibilizzazione ai diritti umani nelle scuole e agiamo contro la marginalità.

“Cambiamo il mondo un sorriso alla volta.”

Partendo da tutto questo, ci siamo interrogati sui processi di cura interni alla struttura associativa. Per ridare valore alla cura è necessario dunque tenere a mente gli obiettivi etici e morali dell’associazione, senza dimenticare mai l’impegno che si sottoscrive nel momento in cui si entra a far parte di questa collettività.

Una mano per un Sorriso – For Children Odv è apartitica e aconfessionale, e fonda la propria attività sui principi costituzionali della democrazia, dell’uguaglianza, della partecipazione sociale e sull’attività di volontariato. La visione dell’Organizzazione è quella di una società giusta e solidale, dove a tutte le persone siano riconosciuti i diritti umani, alla salute e alla dignità, promuovendo socialità, mutualismo, partecipazione e sviluppo del senso di comunità, e contribuire alla crescita culturale, civica, di riconoscimento del singolo individuo ed empowerment personale, come dell’intera comunità.

Conoscere, riconoscere e rispettare il contributo storico e la visione dell’Organizzazione, oltre che mantenere e sviluppare la sua reputazione, è una responsabilità condivisa, centrale di tutti coloro che operano all’interno di Una mano per un Sorriso – For Children Odv.

L’Organizzazione crede nell’uguaglianza di tutti gli esseri umani a prescindere dalle opinioni, dal genere, dalla razza, dall’appartenenza etnica, politica, religiosa, o dalla condizione sociale ed economica. L’Organizzazione ripudia la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli esseri umani, i popoli e gli stati, e vuole un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un’equa distribuzione delle risorse.

La giustizia sociale per cui lottiamo tutti i giorni sarà tale se e solo se questo include anche gli spazi in cui l’associazione opera. Nella cultura odierna, che ci educa alla violenza e all’oppressione, nessuna persona si può dire completamente esente da questi meccanismi, per questo necessitiamo di strumenti per rendere la nostra associazione uno spazio sicuro per tutte le persone che entrano in contatto con la stessa.

L’associazione riconosce la necessità di un approccio di rispetto dei diritti e della dignità delle persone e condanna qualsiasi forma di atteggiamento danneggiante o poco rispettoso delle libertà individuali all’interno della comunità Una mano per un Sorriso – For Children Odv.

Per l’associazione è dunque fondamentale fornire il supporto necessario a tutte le persone affinché si sentano accolte e legittimate a chiedere aiuto nella gestione di dinamiche spesso complesse e difficili da affrontare.

A tal proposito riportiamo i principali ruoli che verranno citati in questo Codice Etico con l’obiettivo di esplicitare il ruolo ed individuare le persone a cui questi ruoli corrispondono.

Membri del direttivo

Il consiglio direttivo è l’organo decisionale ed esecutivo dell’ODV, cioè quello che deve prendere effettivamente le decisioni sulle attività e trovare strategie e metodi per attuare azioni utili alla sostenibilità economica dell’associazione.

  • Paola Viola (Presidente, legale rappresentante)
  • Marta Talpelli (Vice Presidente)
  • Lia Bonaita (Segretario)
  • Gigliola Barlese (Tesoriere)
  • Diego Moro

Responsabili dei progetti all’estero

Gestiscono l’andamento dei progetti all’estero, mantenendo la visione completa, la storia e la gestione economica e logistica dei progetti, oltre che la costante comunicazione con tutti gli attori coinvolti (referenti locali, volontari, referenti in missione, ecc ecc).

  • Paola Viola
  • Marta Talpelli

Referenti di missione

Supportano e guidano i volontari durante le missioni (vedi regolamento referenti).

Gruppo cura

Opera affinché tutti i volontari abbiano la cura necessaria all’interno degli spazi condivisi, e sappiano a chi riferirsi nei momenti di difficoltà e nella trasformazione dei conflitti.

  • Adriana Angarano (Referente del gruppo)

Tutte le persone che operano all’interno dell’Organizzazione sono tenute a:

  • dare un esempio di alto livello di comportamento professionale e condotta personale;
  • condividere e diffondere chiaramente questo Codice Etico e quello di volontari e referenti;
  • assicurare che qualsiasi incidente relativo a comportamenti inaccettabili sia prontamente affrontato e azioni correttive intraprese, secondo quanto stabilito da questo regolamento.

Addendum

Fenomenologia della violenza:

Secondo l’ONU, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, la violenza è “qualsiasi atto che provoca, o può provocare, danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione e la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che privata”. Altra definizione complementare è quella dell’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) che delinea la violenza come “L’utilizzo intenzionale della forza fisica o del potere, minacciato o reale, contro se stessi, un’altra persona, o contro un gruppo o una comunità, che determini o che abbia un elevato grado di probabilità di determinare lesioni, morte, danno psicologico, cattivo sviluppo o privazione”.

(Fonte)

Perció è importante che riconosciamo la differenza tra un conflitto, che ha un consenso nella discussione e non ha intento di umiliare, sottomettere, annientare né intimidire la controparte, e una violenza, che invece viene imposta senza consenso e passa attraverso la manipolazione, come ad esempio una perdita del filo logico delle discussioni con l’intento di portare all’esaurimento, perdere l’obbiettivo e rinunciare alla discussione da parte della/e vittima/e.

La violenza è una dinamica che riconosciamo come di potere su vari livelli e che tende ad intersecarsi con i diversi tipi di discriminazione che esistono in maniera sistemica nella società in cui viviamo. Inoltre riconosciamo come una vittima sia tale solamente all’interno della violenza e ripudiamo ogni forma di vittimizzazione secondaria, impegnandosi a rispettare sempre la dignità delle persone che hanno subito violenza all’interno dell’associazione.

Nel particolare definiamo le molestie sessuali come:

Una forma di comportamento indesiderato, verbale, per iscritto o fisico, con lo scopo o l’effetto di violare la dignità di una persona, segnatamente quando tale comportamento crea un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo.

(Art.40 della Convenzione di Istanbul Disciplinato in Italia dall’articolo 609-ter.1 c.p.)

Le dinamiche di consenso e dissenso

Si definisce consenso come un atto che non è condizionato né da opere di convincimento (abbattere la volontà della persona), né da sostanze (quali stupefacenti ma anche alcoliche) né da alteramenti umorali (come attacchi di panico, patologie psichiatriche o psicologiche i.e. paranoia, schizofrenia et similia), né da qualsiasi disabilità che possa impedire l’autodeterminazione, né dallo sfruttamento di posizioni gerarchiche (anche se orizzontali come i referenti e i responsabili di missione all’estero).

Ricordiamo inoltre che per la definizione di età del consenso si fa riferimento alle legislazioni attualmente vigenti in Italia.

Definiamo il dissenso come tutto ciò che NON è un consenso esplicito e consapevole.

Esso può essere espresso anche durante e non solamente all’inizio di un rapporto.

Può essere inoltre comunicato tramite linguaggio verbale e non verbale, in modo diretto o indiretto.

Cassazione penale sez. III – 17/12/2019, n. 12628

Cassazione penale sez. III – 19/11/2021, n. 1559

Definiamo i casi di violenza psicologica come:

  1. Offese, accuse, atti denigratori, minacce, insulti, controllo ossessivo, svalutazione, isolamento sociale, limitazione della libertà, proibizioni, esclusione dalle decisioni importanti che riguardano il gruppo locale o nazionale, mancata assistenza in caso di malattia o bisogno, riduzione dell’autonomia decisionale della vittima fino alla sua segregazione;
  2. Svalutazioni legate ai ruoli sociali, umiliazioni e vessazioni, svalutazioni dei risultati conseguiti, ridicolizzazioni in pubblico, accuse e attribuzioni di colpe da parte dell’abusante rispetto ai comportamenti da lui agiti, minacce di ripercussioni dirette;
  3. Comportamenti come Gaslighting, Stalking, Mobbing.

Nel particolare definiamo il Gaslighting come: forma di manipolazione attraverso la quale l’abusante presenta alla vittima false informazioni con l’intento di farla dubitare di sé stessa, della sua memoria e percezione fino a farla sentire disorientata, inadeguata, o addirittura sospettosa di star sviluppando un disturbo psichiatrico.

Nel particolare definiamo lo Stalking come: forma di comportamenti reiterati attraverso i quali chi li commette minaccia, pedina, molesta, telefona o riserva attenzioni indesiderate che generano, nella persona che li subisce, uno stato d’ansia e di paura che perdura, oltre che timore per la propria incolumità, tali da arrivare anche a modificare o stravolgere le proprie abitudini quotidiane.

(Disciplinato in Italia dall’articolo 612-bis del codice penale)

Nel particolare definiamo il Mobbing come: una forma di persecuzione operata ai danni di un singolo individuo o di un gruppo di persone. La forma più nota che prende il nome mobbing è quella che avviene sul luogo di lavoro. Obiettivo del mobbing è quello di creare nella vittima un forte senso di isolamento sociale, fino a costringerla al licenziamento o al trasferimento in altro luogo.

Definiamo i casi di violenza online come:

Le forme più note di violenza in rete sono la diffusione non consensuale di contenuti privati di natura sessuale e il cyber flashing. La violenza in rete rappresenta il riflesso delle disuguaglianze e delle discriminazioni vissute quotidianamente dalle vittime e risponde alle medesime finalità: impedire alla vittima la piena partecipazione alle opportunità offerte dalla rete spesso attraverso l’uso massiccio di insulti e minacce e viene riconosciuta a tutti gli effetti come una forma di violenza che impatta psicologicamente chi la subisce.

Nel particolare definiamo Diffusione non consensuale di contenuti privati di natura sessuale come: forma di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate.

(Disciplinato in Italia dall’articolo all’art. 612-ter del codice penale)

Nel particolare definiamo il Cyberflashing come: forma di molestia sessuale online consistente nell’invio di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone che lo ricevono (dick pic e simili).

La segnalazione di uno qualsiasi di questi comportamenti, definiti dunque come violenti, porterà all’immediato allontanamento dall’associazione che non si riconosce in dinamiche di potere non riconosciuto o legittimato e agisce sempre nel bene delle comunità a cui si rivolge.

Regolamento

Articolo 1

Riconoscere e rispettare la dignità della persona che riceve aiuto o assistenza.

In nessuna circostanza è accettabile mettere a rischio la dignità delle persone che ricevono aiuto da parte dell’associazione Una Mano per un Sorriso – For Children Odv, sia durante la valutazione dei loro bisogni e rischi, sia durante la fornitura di servizi o la distribuzione di beni.

Articolo 2

Evitare qualsiasi tipo di discriminazione, intimidazione o violenza.

Per nessun motivo le persone che operano per conto di Una mano per un Sorriso – For Children Odv devono dare adito a possibili fraintendimenti che possano determinare una qualsiasi forma di discriminazione basata su razza, condizione familiare, genere, religione, nazionalità o etnia, lingua, stato civile, età, nascita, orientamento sessuale o politico, disabilità. Tutti i membri dell’Organizzazione sono tenuti ad avere una condotta irreprensibile con i beneficiari dei progetti, usando particolari misure di cautela con le categorie più vulnerabili: i minori, le donne, gli anziani ed in genere le categorie marginalizzate.

Qualsiasi forma di violenza e l’uso di un linguaggio inappropriato, violento o offensivo in forma orale o scritta nei confronti di altri è inaccettabile e porterà a misure disciplinari adeguate alla gravità del fatto, fino all’allontanamento definitivo dall’Organizzazione.

Articolo 3

Uso di droghe ed alcolici

Non è consentito svolgere le proprie funzioni sotto l’influenza di droghe o alcolici. La detenzione, l’uso, la distribuzione, l’acquisto o la vendita di sostanze illegali non è consentita all’interno degli spazi o gli automezzi di Una mano per un Sorriso – For Children Odv o nello svolgimento delle proprie funzioni di membri.

Articolo 4

Molestie, sfruttamento e abusi

Ogni provato tentativo di molestia, sfruttamento o abuso nei confronti di chiunque è inaccettabile e non sarà tollerato. Tutti i volontari e soci, indipendentemente dal sesso, dall’età, dalla posizione, dal livello di anzianità in associazione o dallo status, hanno la responsabilità di garantire che il luogo dove operano sia libero da molestie, sfruttamento e abusi.

Tutte le persone hanno la responsabilità di scoraggiare e segnalare al Gruppo Cura comportamenti scorretti o inaccettabili, che si impegna alla riservatezza, ma si impegna anche a prendere provvedimenti in linea con questo regolamento ed in ottemperanza allo Statuto.

Una mano per un Sorriso – For Children Odv non tollererà alcuna azione o condotta da parte di alcun membro dell’Organizzazione che possa configurarsi come molestia, discriminazione o abuso.

Articolo 5

Regolamento: Segnalazioni all'interno dell'Organizzazione

5.1 Ogni membro dell’organizzazione è tenuto a segnalare tempestivamente qualsiasi evento o situazione che possa incidere sul regolare svolgimento delle attività o che possa comportare rischi per l’organizzazione stessa o per i suoi membri.

5.2 Le segnalazioni possono riguardare, ma non sono limitate a: violazioni del regolamento interno, incidenti, comportamenti inappropriati, rischi per la sicurezza, problemi di salute e benessere, situazioni di emergenza ed ogni situazione che rientra nelle descrizioni degli articoli di questo Regolamento.

5.3 Tutte le segnalazioni devono essere comunicate al Gruppo Cura, ai referenti designati, ai responsabili dei progetti all’estero e/o alle persone appartenenti al direttivo dell’Organizzazione. Le segnalazioni possono essere comunicate verbalmente o per iscritto, a seconda della gravità e dell’urgenza della situazione. È preferibile che le segnalazioni siano documentate per garantire una corretta tracciabilità e gestione. Le segnalazioni devono essere fatte in modo riservato e confidenziale, garantendo la privacy delle persone coinvolte e il rispetto delle normative vigenti in materia di protezione dei dati personali. Tutte le informazioni saranno trattate in confromità alla Privacy Policy.

5.4 Le persone che riceveranno le segnalazioni sono responsabili di valutarle sulla base delle linee guida di questo regolamento e di adottare le misure necessarie per gestire adeguatamente la situazione segnalata.

5.5 Il gruppo cura, i referenti, i responsabili e/o le persone del direttivo dell’organizzazione sono tenuti a rispondere tempestivamente a tutte le segnalazioni ricevute.

È previsto un monitoraggio costante delle segnalazioni al fine di verificare l’efficacia delle misure adottate e di prevenire eventuali ricorrenze di situazioni problematiche.

5.6 Il mancato rispetto delle disposizioni del presente regolamento può comportare l’adozione di misure disciplinari nei confronti del responsabile o dei responsabili coinvolti.

Le sanzioni disciplinari saranno commisurate alla gravità della violazione e potranno includere avvertimenti, sospensioni temporanee o, nei casi più gravi, la revoca della partecipazione all’Organizzazione.

5.7 Il presente regolamento entra in vigore immediatamente dopo la sua approvazione da parte del direttivo dell’organizzazione e sarà reso noto a tutti i membri tramite comunicazione interna.

Eventuali modifiche al presente regolamento dovranno essere deliberate dal direttivo e comunicate a tutti i membri dell’Organizzazione.

Redatto e approvato dal consiglio del direttivo nel Marzo 2024