Nella baraccopoli di Korogocho, a Nairobi, migliaia di bambini crescono in condizioni di estrema povertà.
Vivono in baracche di lamiera, spesso senza accesso ai servizi essenziali.
Molti di loro, o i loro genitori, lavorano ogni giorno nella discarica di Dandora, uno dei luoghi più difficili e pericolosi dell’Africa.
Qui, l’infanzia non è scontata.
Qui, andare a scuola non è scontato.
Qui, anche mangiare ogni giorno non è scontato.
Eppure, proprio da qui può nascere una possibilità.
Sostenere un bambino significa offrirgli qualcosa di concreto, ogni giorno.
Significa permettergli di andare a scuola, di avere almeno due pasti al giorno, di ricevere cure mediche e di crescere in un ambiente sicuro e protetto.
Significa dargli stabilità in un contesto dove tutto è incerto.
Per molti di questi bambini, senza questo supporto, tutto questo semplicemente non esisterebbe.
Scegliere di sostenere un bambino non è solo un gesto solidale.
È una presenza.
Perché per loro la scuola non è solo istruzione.
È un luogo dove sentirsi al sicuro, lontano dalla strada, dai pericoli e da situazioni di forte fragilità.
È un posto dove essere accolti, ascoltati, riconosciuti.
E allo stesso tempo è un aiuto concreto alle famiglie, che vivono ogni giorno al limite e spesso non hanno la possibilità di sostenere neanche le spese più essenziali.