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Campo profughi di Moria

Nell’Agosto del 2020 la nostra organizzazione ha iniziato ad operare in Grecia percorrendo così a la via della rotta Balcanica con lo scopo di portare la magia, i Sorrisi, ma soprattutto aiuti concreti nei campi profughi dove, purtroppo, vengono intrappolate molte famiglie in fuga da luoghi di povertà e/o guerra dove l’associazione già opera da tempo.

La prima tappa del nostro viaggio è stato il campo profughi di Moria a Lesbo, l’isola greca che accoglie i profughi provenienti da Siria, Iraq, Afghanistan.

Questa è l’isola dove finisce l’Europa.

Il campo di Moria è stato costruito su una ex base militare ed è diventato il simbolo più lampante del “fallimento dell’Europa” nel proteggere coloro che chiedono aiuto.

Un campo profughi che può ospitare 3100 persone circa e che al nostro arrivo ne conteneva 16000. Questo doveva essere un punto di accoglienza e d’identificazione che avrebbe dovuto rappresentare una porta spalancata verso una nuova vita, più sicura, meno dolorosa e che, invece, è diventato la prova tangibile del fallimento delle politiche europee che hanno scelto di bloccare la migrazione ad un prezzo morale e umanitario elevatissimo.

Moria è stato ed è un’emergenza senza precedenti che mette a dura prova fisica e mentale uomini, donne, ma soprattutto bambini che costituiscono un terzo dei migranti presenti. Un inferno che fa pensare ad Alcatraz, con le persone bloccate sull’isola senza via di scampo, o a un manicomio d’altri tempi. Un luogo dove i richiedenti asilo hanno subito forme estreme di violenza e tortura, sia nei paesi di origine che durante la fuga. Persone gravemente traumatizzate fisicamente ma, soprattutto, mentalmente che continuano ad essere vittime di abusi.

La vita a Moria viene descritta come una battaglia quotidiana per la sopravvivenza, con alterchi diffusi tra i vari gruppi etnici che degenerano in risse, la maggior parte dei profughi proviene da paesi lacerati dalla guerra come Siria, Iraq e Afghanistan.

Il nostro primo intervento a Moria ha portato tra queste tende il progetto MilesxSmiles, progetto che mira a portare la magia e i sorrisi a bambini traumatizzati dalla guerra. Ma immediatamente, viste le condizioni indicibili in cui queste persone erano costrette a vivere, si è evoluto in un intervento di soccorso attraverso la distribuzione di aiuti di prima necessità come cibo, abbigliamento e medicinali.

A poche ore dal nostro rientro in Italia il campo profughi di Moria è bruciato lasciando senza “casa” e alcun bene migliaia di persone.

Ricevuta questa terrificante notizia Una mano per un Sorriso – For Children è ripartita immediatamente per la sua seconda missione a Moria portando nuovi aiuti a decide di famiglie che aveva soccorso precedentemente.

“Avere di che vivere, anche solo per una settimana, significa non dover spendere ore sotto al sole cocente in fila nella speranza di riuscire a ricevere del cibo. Significa tempo regalato ai bambini per giocare, tempo regalato agli adulti per riprendere le forze, tempo regalato alle famiglie per condividere un momento che allevia le sofferenze quotidiane.

Un gesto così piccolo, un regalo così grande.

Grazie.

Una parola così piccola, un regalo così grande per tutti noi.”

“Moria: dove finisce l’Europa”

Da anni la nostra associazione è impegnata in linea diretta nei luoghi di suo intervento e al contempo s’impegna costantemente nell’attività di testimonianza e sensibilizzazione sull’importanza di lottare insieme per il rispetto dei diritti umani, perché solo così tutti noi possiamo concorrere a rendere il mondo un posto un po’ migliore di come l’abbiamo trovato.

Per questo motivo produciamo e divulghiamo diverse testimonianze che raccontano non solo il nostro lavoro, ma soprattutto le realtà in cui operiamo.

L’obiettivo della mostra fotografica “Moria: dove finisce l’Europa” è una denuncia sulla realtà dell’isola di Lesbo, sede dell’hotspot più grande d’Europa: il campo profughi di Moria. In questa Mostra vengono affrontate 20 tematiche riguardanti la vita dei rifugiati a Moria. Le fotografie sono state scattate nell’agosto del 2020 da Bidoli Mattia, referente dei progetti in Grecia di Una mano per un Sorriso – For Children. La composizione grafica riprende lo stile di una testata giornalistica e si serve quindi di un linguaggio chiaro e di impatto con lo scopo di informare e interessare le persone a quello che sta succedendo a pochi passi dalle loro vite.

Per richiedere informazioni sulla mostra e organizzare con noi un’esposizione potete scrivere a: unamanoperunsorriso.onlus@gmail.com

Mostra fotografia

Fotografie di: Bidoli Mattia

Da un’idea di: Yousif Alshewaili

Curatore: Paola Viola

Fonti: Marta Talpelli

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