Quest’estate sono tornata a Nairobi dopo due anni, è stato un po’ come ritornare a casa dopo tanto tempo, i sapori, i colori, persino il puzzo della discarica che brucia tutti i giorni a 500 metri di distanza dalla Smiling School e da “casa”, mi ha fatto tornare a rivivere quelle sensazioni di quotidianità che un po’ mi erano mancate.
Ritornare a scuola, riabbracciare i professori, Abraham, Grace, Daniel in particolare, ma soprattutto i bambini, che vedo tutti i giorni a distanza nei report ma che finalmente rivedevo di persona, è stata forse l’emozione più grande. Ogni giorno le cose da fare erano tantissime, ma i bambini si arrabbiavano se non trovavo il tempo per stare in classe con loro, se non facevamo lezione di inglese o di kiswahili insieme, o se non gli correggevo i compiti per casa. Le attività insieme, dal calcio, al disegno, alla corsa, le feste, il cinema day, sono state piccole briciole di gioia che hanno arricchito le lunghe giornate di lavoro.
Anche portarli all’ospedale per le visite, parlare con i dottori, tenergli la mano mentre facevano i prelievi del sangue stringendo i denti per non piangere, con i lacrimoni che scendevano copiosi, non è stato facile, ma alla fine erano proprio i bambini che trovavano il modo di farti ridere nonostante tutto, e penso che sia questo l’insegnamento più importante, imparare da loro a vivere la vita con serenità e con il Sorriso nonostante le difficoltà che ti vengono poste di fronte.
La parte più difficile di questa esperienza è stata per me ritornare: come antropologa, il mio lavoro mi impone spesso diversi mesi sul campo, ma nessuno parla mai di come sia il rientro a casa propria, il sentirsi divisi tra due mondi spesso agli antipodi, la nostalgia di questi momenti, di queste persone e di questi luoghi così distanti e così diversi, ma spesso così famigliari perché hai imparato a conoscerli e ad amarli.
Per questo ringrazio Paola, Nicola e Lia, che sono i compagni di viaggio che chiunque vorrebbe avere nella propria vita, e con la quale abbiamo condiviso esperienze molto importanti ed emozioni che auguro a chiunque di provare almeno una volta. E ringrazio chi ci sostiene da casa, chi crede in quello che facciamo e ci saluta dall’aeroporto quando partiamo, e ci viene a prendere quando torniamo.
Grazie, perché solo insieme si può, ma soprattutto solo con il Sorriso!

