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NUOVI SGUARDI SUL FUTURO. Report di Pietro Morello

Report di Pietro Morello dalla  missione di Febbraio 2024 Nairobi, Kenya

L’ultima missione di Gennaio 2024 ha visto tanti nuovi sguardi sul futuro, ma soprattutto una fortissima consolidazione di valori passati e presenti.

Lo Smiling Center si è confermato essere uno spazio perfettamente adatto ad adempiere i tre ruoli principali per cui è stato pensato: in primo luogo abbiamo avuto un’ulteriore conferma di quanto sia utile per i volontari, anche per chi è alle prima armi. Il fatto di poter contare su una casa che, con tutti gli strumenti di vita quotidiana che offre rimanga comunque inserita nel contesto dello Slum di Korogocho, fornisce a chi è in missione un senso di immersività e di profonda connessione con i bambini e le famiglie. Ma al contempo dona quel senso di sicurezza e di continua aggregazione con il gruppo, il che crea un ambiente sano in cui ideare, progettare e riposare.

Abbiamo inoltre potuto notare come anche per chi coordina la missione, avere il “centro di controllo” nello stesso edificio in cui si svolge parte delle attività rende molto efficiente l’attività di Problem solving e di progettazione diretta.

Successivamente, abbiamo osservato il continuo sviluppo delle attività che già conoscevamo, le quali hanno gradualmente accelerato e migliorato la propria qualità, anche grazie alla struttura di alta qualità e agli strumenti disponibili per bambini e insegnanti presso lo Smiling Center.

Emerge chiaramente l’importanza dell’attività di informatica, durante la quale i nostri volontari si sono concentrati non solo sulle lezioni con i bambini, che si sono dimostrati molto ricettivi e capaci di interagire con gli strumenti tecnologici a loro disposizione, ma hanno anche prestato attenzione al percorso di formazione degli insegnanti, anch’essi in continua crescita.

Non sono passati però inosservati tutti gli altri spazi, come il rooftop, appositamente pensato come campo sportivo, in cui i ragazzi hanno avuto modo di provare nuovi sport, nuovi giochi, e di continuare ad acquisire consapevolezza del proprio corpo.

Un esempio pratico è stata l’introduzione dell’attività di tennis, sport che noi siamo per scontato, ma che la maggior parte dei nostri bambini non avevano di cosa fosse.
Molto ben abituati al basket e soprattutto al calcio, raccontar loro di dover colpire una pallina con una racchetta fatta di corde è stato stupefacente; ancor più stupefacente è stato il fatto che 13 secondi dopo aver visto una racchetta per la prima volta, ovviamente, tutti palleggiavano come professionisti.

Partendo come sempre dalle esigenze rilevate nel territorio dalla nostra esperienza quest’anno abbiamo deciso di attivare un progetto di educazione alimentare.

Il progetto di educazione alimentazione ha come obiettivo quello di creare consapevolezza sul cibo e l’alimentazione nei bambini dello slum, in un luogo in cui il cibo rappresenta una necessità che non può essere sempre soddisfatta. Nonostante a primo acchito possa sembrare superfluo approfondire

questo argomento in un ambiente come questo, esso assume in realtà un’importanza ancora maggiore nel momento in cui varietà e disponibilità alimentare sono ridotte agli estremi.

Per queste ragioni partendo da un’infarinatura su ciò che è/dovrebbe essere il diritto all’alimentazione abbiamo riflettuto insieme ai bambini su che significato avessero per loro i 4 principi fondamentali di tale diritto: Disponibilità, accessibilità, salute e stabilità. Partendo da questo concetto ci siamo concentrati sul capire cosa sia e da cosa sia composta un’alimentazione corretta, attraverso un gioco e l’utilizzo di immagini raffiguranti vari alimenti abbiamo costruito con i bambini una piramide alimentare, spiegando per ogni livello le proprietà dei diversi cibi ed in che modo essi siano utili al corretto funzionamento del nostro corpo.

La seconda lezione è iniziata facendo ricostruire ai bambini la piramide alimentare ma questa volta sono stati loro a motivare le posizioni degli alimenti al suo interno spiegando a Sanaa e Pietro perché alcuni alimenti sono più importanti di altri e quali caratteristiche nutrizionali appartengono ad ogni livello della piramide stessa.Partendo dalla piramide ci siamo poi concentrati sulla differenza calorica nei differenti alimenti e sui vari tipi di carboidrati, proteine e grassi entrando un po’ più nel dettaglio dei singoli nutrienti e sul perché alcuni cibi siano considerati più salutari di altri. Interagendo con i bambini attraverso un gioco nel quale dovevano descrivere le proprie ricette preferite abbiamo scoperto che alcuni di essi sono già a conoscenza di molte preparazioni e ricette classiche della cucina locale, soprattutto le ragazze.

Abbiamo concluso la lezione con un piccolo quiz al computer, creando così un collegamento interdisciplinare, mirato all’esaminare il livello di comprensione raggiunto nell’argomento trattato, infine è stata mostrata alla classe una videoricetta spiegandogli che nelle prossime lezioni sarebbero stati loro a realizzarne una ed a produrre un piccolo video a riguardo, i bambini si sono dimostrati molto interessati e partecipi al gioco nonché alla possibilità di preparare qualcosa insieme da condividere con tutti gli altri.

Come conclusione di questo stage il nostro tetto si è trasformato per due giornate in una “cucina a cielo aperto”, dando la possibilità ai nostri bambini di provare e immergersi nell’attività di cucina, infatti insieme ai nostri volontari i bambini hanno potuto sperimentare tutte le fasi della preparazione di un piatto tipico dello street food keniano: I mandasi.

Siamo partiti dall’acquisto dei materiali, per arrivare all’impastaggio, alla tiratura della pasta e alla cottura (il tutto con una sana e bella cooperazione tra volontari, bambini e insenganti); inutile dire che i bambini la sapevano più lunga di noi, e anche Davide (volontario Chef) si è trovato a dover essere alunno dei suoi alunni, non si smette mai d’imparare.

Un’altro nuovo programma che abbiamo fortemente voluto inserire allo Smiling Center è l’educazione ai DIRITTI UMANI una grande sfida che Simone Gavazzi ci racconta così:
Il progetto sui Diritti Umani è partito nel mese di Gennaio 2024 per gli studenti della classe sesta, settima e ottava. L’idea principale del progetto era quella di spiegare ai bambini quali sono i loro

diritti e perché è importante proteggere i diritti umani ogni giorno (e soprattutto chi deve proteggerli).

Abituato ad insegnare i diritti umani a ragazzi dell’università la sfida più grande per me era propio questa. Come posso insegnare cosa sono i diritti umani a dei bambini, CHE VIVONO IN MEZZO AD UNA DELLE DISCARICHE Più GRANDI DEL MONDO?

La prima lezione è iniziata spiegando cosa sono i Diritti Umani nel modo più semplice possibile coinvolgendo anche i ragazzi. Abbiamo iniziato da una semplice domanda “cosa sono i diritti umani per te”? Hanno scritto su un foglio le loro risposte. La cosa più sorprendente è stata notare come tutti abbiano detto che i diritti umani significano avere UN RIFUGIO SICURO DOVE POTER DORMIRE. Hanno anche menzionato il diritto all’istruzione, al cibo e di poter votare liberamente. Gli abbiamo poi chiesto chi dovesse proteggere i loro diritti umani. Anche qui hanno riposto alla domanda in vari modi. C’è chi ha detto la polizia, chi il governo e ci addirittura il presidente stesso. Altri hanno anche raggiunto che noi stessi dobbiamo proteggere i diritti degli altri e i nostri stessi diritti. Sicuramente il tema dei diritti umani è complesso e a volte un po astratto, soprattutto in posti come questo ma la cosa migliore da fare è avvicinare le persone all’argomento. Perché sapere almeno della loro esistenza è il primo passo per far si che cose astratte diventino realtà.

La seconda lezione è stata più interattiva e meno didattica. Sia sul tetto dello Smiling Center che al mare io e Alisia abbiamo raccolto le loro impressioni per creare dei reels. Abbiamo iniziato a parlare del mare e del diritto di viaggiare liberamente. Abbiamo anche chiesto loro di parlare liberamente delle loro emozioni e di lasciarsi andare un po di più. I bambini si sono dovuti riprendere a vicenda mentre si chiedevano cosa fossero i diritti umani. Poi ogni singolo video è stato montato con cupcut e si sono divertiti parecchio soprattutto a giocare con il pennino dell’ipad. (Alla fine i reels li ho montati io cmq).

Durante la terza lezione ho chiesto ai ragazzi perchè i diritti dei bambini e delle donne sono protetti di più (esistono più convenzioni). La cosa più entusiasmante di questa lezione è stata il fatto che I BAMBINI HANNO CAPITO IL PERCHÈ LE DONNE DEBBANO ESSERE PROTETTE ANCORA DI PIÙ. Questa lezione è stata supervisionata anche da Michael e Kevin. Si è molto parlato di violenza contro le donne (i 4 tipi di violenza) e prevenzione. Questo punto andrà sicuramente approfondito.

C’è davvero tanto tanto da fare soprattutto sull’ultimo punto ma c’è un potenziale enorme.

Le lezioni di Diritti Umani si sono intrecciate con le lezioni di Fotografia e Videomaking gestite da Alisia che dalle lezioni sullo storyboard è passata con i ragazzi alla creazione di contenuti che possano aiutare i ragazzi a raccontare il loro mondo e ad esprimere i loro diritti.

 

ALCUNI VIEO REALIZZATI DURANTE QUESTA ATTIVITÀ’:

ABBIAMO CHIESTO AI BAMBINI CHE VIVONO A KOROGOCHO COSA SONO I DIRITTI UMANI

ABBIAMO CHIESTO AI BAMBINI PERCHE’ VIAGGIARE E’ UN DIRITTO UMANO 

ABBIAMO CHIESTO AI BAMBINI CHE EMOZIONE HANNO PROVATO VEDENDO IL MARE PER LA PRIMA VOLTA

ABBIAMO CHIESTO AI BAMBINI CHE COSA VOGLIONO FARE DA GRANDI 

 

Ultimo, ma non per importanza, la clinica.

Uno degli obiettivi dello smiling center infatti è proprio quello di dedicare uno spazio, quella che solitamente è l’aula di Musica, ogni settimana all’attività di clinica di riabilitazione che, complice anche la collaborazione con gli amici di “World Friends”, vede ogni venerdì terapeuti che vengono proprio con lo scopo di utilizzare lo spazio sicuro e sempre più fornito del centro, come luogo di riabilitazione per la disabilità.

Abbiamo visto enormi passi avanti anche solo nel giro di due settimane, grazie al costante monitoraggio delle attività e ai momenti di riflessione scaturiti dall’osservazione diretta. Siamo Felici

di poter dire, anche questa volta, a testa alta “ce l’abbiamo fatta”, il progetto della clinica è ufficialmente sempre più solido; da un’idea, ad una realtà.

Per questo progetto ci sembra doveroso ringraziare la Odv “Antonio Pagnano” che da gennaio ha deciso di sostenere questo progetto.

 

In questa missione non sono mancate le sorprese; era infatti da tempo che riflettevamo su come continuare gli interventi di restauro e miglioramento delle due Smiling School, e quest’anno proprio partendo dalla prima scuola con cui ci siamo interfacciati, quella di Ngomongo, che ad oggi accoglie tutte le classi dei “piccoli”, a partire dal playground fino alla fascia elementare, abbiamo attuato il processo di restauro.

Ogni giorno, dall’inizio della missione, siamo stati tutti un po’ “umarell”, oltre che progettisti del nostro futuro, infatti abbiamo seguito e osservato i “lavori in corso”, che hanno visto smontare completamente la scuola (non nego che sia stato a tratti traumatico per tutti), per poi rivederla sorgere con materiali nuovi e con una nuova struttura interna più solida e affidabile.

Parlando infatti con insegnanti e con i bambini (inarrivabile voce di verità) la frase che ha più colpito come risposta alla domanda “cosa ne pensi della nuova scuola” è stata: “non era così nemmeno da nuova”, il che ci ha fatto sorridere, la maggior parte dei bambini non l’ha vista da “nuova” (essendo passati diversi anni dalla costruzione iniziale), ma la dice molto lunga sullo spirito di osservazione che non manca mai negli occhi dei bimbi.

 

GUARDA IL REEL CHE RACCONTA QUESTO INTERVENTO

 

Non mi dilungo nel raccontare come sono andate avanti le attività che già conosciamo come realtà solide delle nostre missioni, a partire dalle lezioni di Musica, in cui i nostri bambini hanno dimostrato passi da gigante. Siamo partiti infatti dalla “sola” Musica, con canzoni cantate e ballate, siamo passati poi alla scrittura e riscrittura di un testo, per poi arrivare in questa missione a una delle più grandi conquiste per un artista: la resa dell’orizzontalità dell’Arte; abbiamo visto infatti i nostri bambini astrarre la Musica in disegni, le emozioni in canzoni, le canzoni in scultura, i profumi in colori, insomma, attuare la sinestesia dell’arte nel modo più concreto possibile. Tutto questo per arrivare al costante monitoraggio dei casi di disabilità che ci sono all’interno della nostra collettività di bambini, interfacciandoci costantemente con il Neema Hospital.

Abbiamo, infine, avuto un gruppo di volontari con una media d’età molto giovane, arma a doppio taglio spesso, ma che si sono rivelati grandi lavoratori, pronti ad ascoltare, osservare, comprendere e solo dopo agire; dediti al lavoro con e senza i bambini, al mantenimento costante dello Smiling Center, pronti a scoprire in silenzio tutte le realtà, anche le più rischiose, che pensiamo essere fondamentali da osservare per avere una visione a 360 gradi della realtà in cui vivono i nostri bambini e le loro famiglie, ma anche capaci di “staccare” per qualche ora la testa per potersi concedere momenti di svago e di “team building”, che hanno fatto sì ci fosse un ambiente sereno, coeso ed efficiente.

Resoconto di missione, quindi, Felicemente positivo e sicuramente profondamente stimolante per proseguire con missioni future, un sorriso alla volta 🙂

 

 

Grazie a Daniela che con la sua telefonata improvvisa da Roma nell’Aprile del 2021 ci ha aiutato a credere in questo progetto prima ancora che nascesse.

Oltre a tutte le aziende e persone già citate vorremmo esprimere anche un doveroso grazie alla CHIESA VALDESE, che grazie al contributo derivato dalla destinazione del 8XMILLE VALDESE, e a LUSH ITALIA che con il loro contributo ci hanno permesso di terminare il progetto in tutte le sue parti nei tempi stabiliti.

La realizzazione di questa impresa è stata possibile grazie a chi ci ha aiutati a sostenere tutte le spese, previste e impreviste, per la realizzazione del centro, e continuerà ad esistere grazie a tutti quelli che ci crederanno continuando a sostenerlo.

Perché tutto questo è meraviglioso, ma per continuerà ad essere una sfida continua.

Grazie a chi ci ha creduto, grazie a chi ci sta credendo e grazie soprattutto a chi continuerà a crederci. A credere in un futuro migliore per i nostri bambini.

 

E’ possibile continuare a sostenere le attività e la crescita di questo progetto grazie a queste iniziative:

ADOTTA UN TALENTO 

“Una Mano per un Sorriso – For Children”

Causale: ADOTTA UN TALENTO 

IBAN: IT17 U089 0462 1810 2800 0109 712

Per adottare un TALENTO sono sufficienti 240€ all’anno! Che potrai versare attraverso un contributo mensile continuativo di 20€ mensili.

Per avviare il tuo sostegno e ricevere ulteriori informazioni scrivi a: unamanoperunsorriso.onlus@gmail.com

 

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