Korogocho è lo slum della più grande discarica dell’Africa. Korogocho ti entra sotto le unghie, sotto la pelle, ti entra nell’anima. Korogocho è l’odore dei rifiuti bruciati fa parte di te, dei tuoi compagni e dopo un po’ nemmeno senti quanto puzzi. Korogocho ti fa ridere, piangere, arrabbiate, amare. Korogocho è una montagna.
Una montagna di cose da fare, una montagna di bambini, una montagna di meeting , una montagna di rifiuti alte come case, dove le persone scavano per recuperare cose per potersi permettere una casa, per permettersi una vita.
Korogocho è amore.
Amore incondizionato, amore non corrisposto, amore lontano ma più vicino del vicino.
Korogocho è spingere vere una carrozzina per 13 km in mezzo si rifiuti, accompagnando una delle persone più incredibili che abbia mai incontrato , una chiacchierata lunga 13 km che mi ha fatto chiedere chi ha aiutato davvero chi.
Korogocho è un fiume, fiumi di mani che ti cercano, fiumi di occhi che ti seguono, fiumi che sfociano in un oceano di stupore e meraviglia ad ogni spettacolo.
Korogocho è i miei compagni di missione, instancabili, indispensabili, incredibili. Stefano, Jonathan, Martina Muna.



