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A Mòria è Jude il volto della Speranza

La missione MilesXsmiles Mòria in Grecia ha raccolto storie incredibili, ha raccolto le testimonianze di vita, quella vita tutt’attorno l’orrore. Quella che vorremmo raccontarvi oggi è la storia del nostro piccolo “Special Smile Jude”.

Una storia che voi tutti avete contribuito a rendere incredibile.

Bochra e Abud hanno 20 e 25 anni e sono riusciti a scappare degli orrori della guerra. Sono scappati dalla Siria per sfuggire agli orrori della guerra.

Se non fosse scappati Bochra sarebbe stato obbligato a combattere.

Abud ha scoperto di essere incinta quando sono arrivati nel campo di Moria, 9 mesi fa.

“Ho pensato che non è giusto un bambino venga al mondo in queste condizioni.”

Jude ha 3 giorni, è bellissimo e il suo sorriso riesce a illuminare il buio degli 8 metri quadrati della tenda dove vivono.

“Lui è molto piccolo, non abbiamo un letto e volte puoi lasciarla per terra un attimo per prendere una cosa e ritrovarci sopra un topo.”

“Ha rischiato l’aborto per due volte: una di queste volte ha avuto un’infezione molto seria causata dalla scarsa igiene del campo.”

“L’idea di crescere qualcuno qui nel campo in condizioni al limite dell’umanità è così difficile che è impossibile pensare al futuro. Se fossimo stati in un posto stabile potevamo pensare a qualcosa, ma qui non puoi pensare a niente, non riesci più a progettare nulla perché qualsiasi porta a cui bussi è chiusa.”

Quando il padre ci accompagnava fuori dalla tenda, con gli occhi colmi di gratitudine ci saluta con: “Grazie, se avete bisogno, qui potete venire. Avete un fratello e un rifugio”.

Con il vostro aiuto vogliamo aiutare il piccolo Jude ad avere quello che gli spetta di diritto perché se vogliamo insegnare la vera pace in questo mondo, dobbiamo iniziare con i bambini.

Iniziamo da Jude.

Adesso.

Il giorno di ferragosto vede le sue origini nelle antiche festività religiose soprattutto di natura contadina: la celebrazione più sentita era dedicata a Diana (Artemide), patrona della caccia ma anche della maternità e della fertilità.

Oggi abbiamo avuto il privilegio di onorare questo giorno così tanto festeggiato soprattutto nel nostro paese, portando il nostro e vostro aiuto a una famiglia siriana: la famiglia di Jud, di cui conoscete la storia perché ve ne abbiamo parlato quattro giorni fa.

“Lui è molto piccolo, non abbiamo un letto e a volte puoi lasciarlo un attimo per terra per prendere una cosa e ritrovarci sopra un topo.”

Questa frase ci aveva segnato così profondamente che non potevamo non dire, o meglio, fare la nostra parte anche questa volta.

Nel paese che è stato nella storia dell’Europa la culla della filosofia, siamo riusciti a regalare una culla per il piccolo Jud, una piccola sicurezza nel loro mondo di incertezze e di preoccupazioni costanti.

Una culla, due pacchi di pannolini e un giocattolo a forma di gatto per scacciare metaforicamente i topi, e per strappare un sorriso ai genitori del piccolo Jud.

A volte basta così poco per sentirsi protetti. Amati.

Questa volta non sono saranno le onde del mare a cullare il sonno di un bambino siriano.

Questa volta sarà l’abbraccio del vostro aiuto a cullare i sogni di un bambino che vorrà svegliarsi in un futuro migliore.

Grazie.

 

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