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MILESXSMILES GRECIA – EMERGENZA MORIA

Era il 9 Settembre 2020 quando un vasto incendio ha distrutto il 70% del campo profughi di Moria, sull’isola greca di Lesvos. Come risultato, oltre 12.000 persone sono state lasciate senza alcuna protezione e supporto, senza accesso ad alcun tipo di cura, di servizio, acqua e cibo. Di questi si contano più di 4.000 bambini e circa 400 minori non accompagnati La nostra missione a Moria si era conclusa appena due settimane prima dell’incendio. Appena appreso l’accaduto abbiamo deciso di tornare qui, per continuare il nostro impegno, per continuare a portare un aiuto concreto a queste persone che stavano letteralmente morendo di fame e di sete.

 

15 settembre 2020 – Il racconto di Flip dal campo profughi di Moria

“Facciamo che, per questa volta, ci dimentichiamo della punteggiatura.

Ci dimentichiamo di quello che manca.

Ci concentriamo su quello che è rimasto.

Siamo qui da tre giorni.

Ieri notte una ragazza Norvegese di una Ong mi ha detto che anche se ho 35 anni da quello che ho visto nella mia vita sembra che io ne abbia 65.

Ha ragione.

Mi sembra già di essere qui da tre vite, non da tre giorni.

Scusate se non vi ho raccontato subito quello che stiamo facendo, scusate se non sono arrivato i post puntuali ai quali vi abbiamo abituato. Non mi sono dimenticato, mi sono dimenticato di mangiare, non ne ho avuto il tempo.

Volevo solo dirvi con le lacrime agli occhi che sono riuscito a ritrovare tutte famiglie che abbiamo incontrato poche settimane nel campo di Moria.

Volevo dirvi che lo abbiamo fatto perché non si abbandona nessuno, mai.

Volevo solo dirvi che è stata una delle cose più difficili e belle della mia vita.

Da domani cominceremo, grazie alle vostre donazioni, la distribuzione di cibo e beni di prima necessita.

Ma qui è una zona di guerra.

Letteralmente.

13.000 persone intrappolate sul lungo mare controllate da una serie di checkpoint.

4 ore di fila per avere forse del cibo. Cibo per otto persone che basta appena per una.

Un sole cocente e implacabile che ti cuoce.

Persone che vivono in condizioni disumane.

Volevo solo dirvi con le lacrime agli occhi che sono riuscito a ritrovare tutte famiglie che abbiamo incontrato poche settimane fa nel campo di Moria.

Volevo solo dirvi che noi non abbandoniamo nessuno.

Mai.

Non ho mai chiesto niente per me, non intendo farlo ora, vi chiedo invece di continuare le donazioni, perchè solo così possiamo aiutate concretamente queste persone.”

 

17 settembre 2020 – Il racconto di Flip dal campo profughi di Moria

Dopo due giorni di studio della realtà, due giorni interminabili ma necessari per stringere importanti e necessarie collaborazioni, abbiamo iniziato le distribuzioni di aiuti.

Da quattro giorni stiamo lavorando fianco a fianco con altre realtà che operano sul territorio per comprendere al meglio le necessità e i bisogni essenziali di queste persone, e con il sostegno e appoggio anche delle persone che vivono nel campo da ieri siamo riusciti a iniziare le distribuzioni di cibo, medicine, scarpe e di altri beni di prima necessità a tante famiglie.

Non posso spiegarvi come abbiamo fatto ma posso spiegarvi, ancora una volta, il perché.

Perché un’ingiustizia fatta a ogni singolo individuo è un’ingiustizia fatta a tutta l’umanità.

Perché siamo qui?

Per fare la nostra parte.

Cambiamo il mondo un sorriso alla volta.

Solo insieme si può.”

 

19 settembre 2020 – Il racconto di Flip dal campo profughi di Moria

“Su quest’Isola, oltre a ciò che è giusto e a ciò che è sbagliato, esiste un campo immenso, esistono vite, esistono storie, esistono persone.

Ed è per le persone che siamo qui.

Migliaia di persone, dove ti giri c’è qualcuno che ha bisogno di scarpe, di cibo, ventilatori per combattere il caldo, implacabile.

Continua il nostro lavoro, continua il nostro impegno, grazie al vostro aiuto, alla vostra generosità.

Noi continuiamo il nostro lavoro, la nostra presenza.

Avendo rispetto della dignità di chi sta vivendo questa emergenza.

Solo insieme si può.”

 

 

 

26 settembre 2020 – Il racconto di Flip dal campo profughi di Moria

Riassuemere gli ultimi 10 giorni non è facile. Non è facile perché sembrano 10 anni.

Non è facile dimenticare le fiamme che hanno raso al suolo l’80% del campo profughi di Moria, il più grande d’Europa, il luogo dove migliaia di uomini, donne e bambini sono rimasti senza un posto dove stare e senza accesso ai generi di prima necessità, riversandosi nelle strade e nei boschi circostanti, cercando riparo dove possibile.

Ad aggravare la situazionec’è il COVID-19. Prima dell’incendio, infatti, il campo di Moria era in isolamento a causa dei 35 casi confermati al suo interno.

Ed eccoci qui, in un lembo di terra chiuso dai checkpoint della polizia, dove decine di migliaia di persone si sono ammassate, vivendo letteralmente per strada trascinando quello che sono riuscite a salvare dalle fiamme, vivono tra tende e ripari di fortuna mentre aspettano che il nuovo vampo profughi venga allestito.

13000 persone ammassate senza servici igienici, cibo, acqua.

Abbiamo passato gli ultimi 10 giorni camminando tra tende e i ripari di fortuna, distribuendo aiuti alle famiglie, cibo, scarpe, beni di prima necessità, affiancati da personale medico disturbiamo medicinali.

Abbiamo passato gli ultimi 10 giorni osservando due file infinite di persone, che attendono sotto il sole implacabile per ore nella speranza di accaparrarsi il cibo e i bambini che giocano a pochi metri dei poliziotti in tenuta antisommossa.

Siamo tornati qui per fare la nostra parte, e torneremo qui ancora perché non si può continuare a intrappolare esseri umani in condizioni disumane, senza diritti e senza certezze sul proprio futuro, condannandoli ad aspettare una risposta che spesso impiega anni ad arrivare, quando arriva.

Grazie alle persone che ci hanno sostenuto con donazioni, un messaggio, una parola, un pensiero.

Lo abbiamo fatto insieme, eravate con noi in mezzo a quelle persone, in mezzo a quelle file per romperle con i nostri sorrisi.”

 

 

 

05 ottobre 2020 – Il racconto di Flip dal campo profughi di Moria

“E così siamo tornati.

Come promesso.

Siamo tornati per fare la nostra parte.

Prima della prossima tappa del progetto “MilesXSmiles Grecia” siamo tornati qui a Mória per sostenere le necessità di una famiglia a noi molto cara che ci aveva fatto delle specifiche richieste di sostegno prima che pochi giorni fa lasciassimo l’isola.

Quella che potrebbe sembrare solo una corsa in più al negozio, l’ennesima lista di cose da depennare e consegnare a una famiglia, per noi è un impegno.

Per noi è una promessa mantenuta.

Un’altra promessa mantenuta.

Andiamo avanti passo dopo passo, insieme perché Solo insieme si può.”

 

Flip

 

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