Durante un viaggio potrebbe sembrare normale sentire pronunciare la stessa frase da due persone molto diverse nell’arco di appena tre giorni, ma non è normale se questa frase ti rimbalza nella mente a ogni istante di quel viaggio e in ogni giorno della tua vita al rientro. Come un amuleto le parole di Mary, una delle nostre studentesse alla Smiling School Korogocho, e Soleyman, il rappresentante dell’UNHCR che abbiamo intervistato per il libro “Karibu Covid”, ci hanno aiutato a vedere in ogni istante di della nostra ultima incredibile missione in Kenya la bellezza.
Ma cominciamo dall’inizio. Senza schemi nè filtri, anche questa volta proveremo a raccontarvi gli ultimi mesi delle nostre attività per aggiornarvi sull’andamento delle nostre attività in Kenya, sui progressi e sulle nuove sfide che abbiamo raccolto.
La sfida più grande che abbiamo dovuto affrontare è stata partire. Come sapete nel Luglio del 2021 siamo riusciti a raggiungere il Kenya dopo un anno e mezzo di assenza dovuta alla pandemia da Coronavirus. Nonostante non abbiamo mai smesso di sostenere le nostre attività, ad inviare gli aiuti e a rimanere in stretto contatto con tutti i nostri collaboratori in loco era necessario arrivare nelle nostre missioni per renderci conto di cosa stesse succedendo e al tempo stesso dimostrare la nostra presenza e il nostro supporto. E così è stato. Per mesi il team ha lavorato per preparare le documentazioni necessarie e assicurare la nostra presenza. E’ stato un viaggio molto complesso ancora prima di cominciare.
RIPARTIAMO DALLA TERRA
La nostra prima tappa era raggiungere Malindi, dove nella zona di Garashi sosteniamo una cooperativa agricola di donne sole con bambini a carico. Questo programma si inserisce nell’ambito dei progetti di eco sostenibilità che Una mano per un Sorriso – For Children ha deciso di sostenere in Kenya. Dare alle comunità locali strumenti e mezzi per ripartire dalla loro terra e dalle loro risorse significa non solo contribuire a preservare il nostro pianeta, ma anche porsi in prima linea nella lotta alle migrazioni delle popolazioni locali verso le città. Fenomeno che da decenni sta causando l’incontrollabile dilagarsi del fenomeno delle baraccopoli e quindi dell’aumento costante di esseri umani che vivono ben al di sotto della soglia di povertà.
Siamo rimasti una settimana nella zona tra Malindi, Watamu e Garashi per visionare i progetti di “Mazao”: l’associazione kenyana con la quale collaboriamo in questa zona. Grazie a questa collaborazione supportiamo non solo la cooperativa agricola di Garaschi, ma anche una scuola nella zona più povera di Malindi.


