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MILESXSMILES GRECIA – SCUOLA DI FOTOGRAFIA

SCUOLA DI FOTOGRAFIA

CAMBIAMO IL MONDO UNA FOTOGRAFIA ALLA VOLTA

 

La “scuola di fotografia” nasce come uno dei progetti “Children for Children” di Una mano per un Sorriso For Children, si tratta quindi di un programma di educazione alla pace e alla cittadinanza globale che la nostra associazione realizza nelle scuole italiane per creare un ponte tra i nostri bambini e i bambini di mondi lontani.

Questo progetto nasce con l’intento di promuovere nei bambini e nei ragazzi l’interesse e la conoscenza del mondo che li circonda e nell’aprirsi, conoscere e accogliere culture e mondi diversi.

Dal confronto e dalla conoscenza di mondi differenti, dove i loro coetanei sono costretti a vivere situazioni di povertà, emarginazione e pericolo, mira a condurre i ragazzi a sviluppare e consolidare un senso di empatia e di cura nei confronti dei loro amici lontani meno fortunati.

La fotografia diventa quindi un mezzo divertente e accattivante per stimolare la creatività , la capacità  d’osservazione, narrativa e la capacità critica.

Durante questo laboratorio sarà  proposto ai bambini un breve e semplice corso sulla tecnica fotografica attraverso lezioni teoriche e sperimentazioni pratiche sulla realizzazione di un’immagine descrittiva e sulla realizzazione dei ritratti.

Il progetto era già stato avviato nel Novembre 2019 in Kenya nelle nostre Smiling School, in Turchia nel Natale scorso ed era pronto per far conoscere ai bambini italiani nuovi mondi attraverso le prime immagini scattate dai loro amici lontani.

Questa iniziativa, infatti, doveva iniziare in molte scuole italiane, che avevano aderito al progetto, a marzo dello scorso anno, ma a causa dell’emergenza Coronavirus le scuole italiane sono state chiuse e tutt’ora è impossibile attivarlo. 

Oggi questo progetto si sta svolgendo nei campi profughi in Grecia e sta raccogliendo tante nuove storie incredibili da raccontare ai bambini. 

In questo contesto e a causa delle restrizioni dovute dall’emergenza Covid_19 non è sempre semplice lavorare con le bambine e le ragazze che hanno aderito a questo programma. Proprio per questo abbiamo allestito una stanza dove, nel rispetto delle norme anti contagio, le ragazze possono sperimentare alcune tecniche fotografiche in assoluta sicurezza, liberando la loro fantasia e le loro emozioni.

Credetemi che quel che sta succedendo ha dell’incredibile. 

Cambiamo il mondo una fotografia alla volta era la nostra idea e credetemi sta succedendo. 

 

 

27 ottobre 2020 – Il racconto di Flip dal campo profughi di Diavata

 

Io mi ci sono ritrovato con una macchina fotografica in mano per esigenza di raccontare e documentare quello che vedevo davanti a me.

“In 15 minuti ti spiego come funziona una macchina fotografia e poi ci vorrà il resto della vita per imparare a vedere”.

Così mi ha detto chi mi ha incoraggiato ad acquistare la mia prima macchina fotografica perché aveva visto qualcosa in me.

Aveva ragione, ha ragione.

La fotografia mi ha insegnato sopratutto a osservare, a guardare.

La fotografia mi ha insegnato che non vedo quello che mi circonda per come è, ma per come sono io.

E adesso sono circondato da bambine e ragazze che corrono in giro con al collo una macchina fotografica, diventano creative, mi mostrano orgogliose i loro scatti all’urlo di “Teacher Looooook!” e il mio cuore si riempie fino all’orlo.

E’ semplicemente meraviglioso trasmettere quello che so, quello che hanno trasmesso a me, poter continuare a dare loro nuovi spunti, osservare e commentare insieme le foto, vederle vicino alla recinzione aspettando il tramonto per avere la luce migliore, vederle scoppiare a ridere quando si mostrano gli scatti l’una con l’altra, i loro occhi illuminarsi quando si rendono conto di quanto sono belle.

E sono la cosa più bella che io abbia mai visto attraverso il mio obiettivo e con i miei occhi.

Grazie a voi, al vostro sostegno, questo incredibile progetto è diventato realtà.

 

05 novembre  2020 – Il racconto di Flip dal campo profughi di Diavata

Queste bambine, queste ragazze, queste donne.. queste persone sono fatte di carne, ma sono state obbligate dalla vita e dagli eventi a vivere come se fossero fatto di metallo, hanno dovuto affrontare e affrontano tutt’ora sofferenze e problematiche che noi non potremo mai capire e sperimentare.

E se è vero che le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza, i caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici è altresì vero che le anime più forti sono quelle che trovano la capacità di far fronte in maniera positiva alle difficoltà coltivando le risorse che sono dentro di Noi.

Ed è proprio per questo che siamo qui, perché qui non si tratta più di insegnare loro a pescare o dare loro il pesce, ma dare loro gli strumenti reali, i mezzi, la motivazione per potersi esprimere.

Qui si tratta di lottare ogni giorno per permettere loro di tirare fuori le risorse che sono dentro di loro.

La fotografia è anche questo, dare loro la possibilità di esprimersi, di mettersi in gioco davanti e dietro l’obbiettivo della macchina fotografica.

Lo stiamo facendo insieme.

 

Flip

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