Lui è il piccolo Barrack un bambino che abbiamo seguito a distanza da mesi dopo che il suo caso ci era stato segnalato lo scorso novembre dal preside Abraham.
Mamma e papà Barrack hanno sei bambini e tutti frequentano la Smiling School.
Barrack ha nove anni ed è un bambino disabile grave.
Certo lo amavamo già tutti prima ancora d’averlo conosciuto, perché da mesi le sue fotografie ci rallegravano le giornate. Non ricordo d’aver mai visto una sua immagine in cui non spuntassero i suoi dentini aguzzi a incorniciare un meraviglioso sorriso.
Ricordo anche benissimo le notti insonni attendendo che la sua famiglia ci concedesse il permesso di portarlo alla Smiling School.
“Barrack non cammina! La scuola è lontana!”
“Lo facciamo portare da un piki piki!”
“Barrack non è autonomo ha bisogno di un aiuto costante!”
“Lo aiuteranno i professori e gli altri bambini!”
“No meglio che stia a casa con la mamma!”
“No Barrack deve stare a scuola con gli altri bambini!”
“Chi pagherà la scuola? Il piki piki? La mensa?”
“Troveremo una soluzione.”
Questo è un luogo difficile dove si fatica a provvedere ai propri figli anzi spesso sono i figli a dover troppo presto sostenere la loro famiglia, famiglie dove spesso i genitori hanno perso la speranza.
Essere un bambino con disabilità è una grande sfortuna, ma qui è quasi una disgrazia.
Spesso questi bambini vengono esclusi o addirittura nascosti perché le loro famiglie non sono in grado di aiutarli, così nascono e crescono senza avere la propria possibilità.
Noi abbiamo deciso di sostenere il piccolo Barrack.
Oggi ho scoperto che è il Sorriso di Barrack a dettare il tempo delle giornate, delle lezioni, dei giochi e della fine della scuola qui alla Smiling School.
Lui ride, ride sempre ed è sempre vigile e partecipe dispensando sorrisi gratuiti a tutti, sarà per questo che tutti lo amano e lo aiutano in ogni momento.
Barrack è una grande ricchezza per i suoi amici, per i professori e per tutti noi e per me senza dubbio un motivo speciale per essere giunta fino a qui ancora una volta.
Grazie a chi ha creduto in questo Sogno.

