La missione MilesXsmiles Bielorussia si è spinta fino ai villaggi semi disabitati al confine con l’Ucraina e a pochi km da Chernobyl. Luoghi dove la nube tossica proveniente dalla centrale 34 anni fa ha costretto alla fuga migliaia di persone. Tuttavia non tutte famiglie hanno voluto o potuto spostarsi in luoghi “sicuri” e così qui, ancora oggi, la vita continua lentamente e sommersa da strutture fatiscenti e deserte, ma continua.
Ed è lì, tra questi boschi e fermate dell’autobus dove il bus passa tre volte alla settimana, forse, che la vita ci ha travolto con i volti di questi bambini, con le loro storie come quella della piccola Sveta.
Mikulichi è un villaggio al confine tra Bielorussia e Ucraina a soli 60km da Chernobyl. Trent’anni fa Mikulichi era un grande e bel villaggio, all’epoca contava 2000 abitanti che, dopo la catastrofe di Chernobyl, sono stati obbligati ad andarsene da qui. Ora a Mikulichi vivono 200 persone che si sono rifiutate di abbandonare la loro terra, le loro case e la loro vita. Questo luogo appare oggi come un villaggio fantasma dove 3/4 delle case sono disabitate, c’è una scuola enorme, ma in realtà ci sono solo 50 bambini e solo una maestra ha deciso di rimanere qui le altre hanno deciso di andare altrove per salvarsi dalle radiazioni.
Ed è stata proprio la maestra del villaggio che ci osservava mentre io e Flip vagavamo per le case diroccate prima dello spettacolo per i bambini del villaggio. Ci osservava mentre fotografavo Flip che sbucava da una delle finestre di una casa a pochi metri dalla sua. Guardandola mi sono accorta che dietro di lei sbucava il volto di una bambina che di lì a breve sarebbe diventata questa storia.
Sveta ha 9 anni e vive con 5 fratelli nella casa dove ci siamo soffermati io e Flip immaginandola una casa disabitata, chi mai potrebbe vivere in un posto così pensavamo.
Sveta si posizionò difronte la sua casa sorridendomi, era come se mi stesse chiedendo di fotografare anche lei con la casa, perché lei era tutta l’umanità che c’era dietro quell’immagine. E così ho fatto senza tanto pensare ne alla luce ne tanto meno all’inquadratura.
Ed ecco Sveta che trasforma un’immagine inutile in una storia vera.
Sveta ci ha seguito quando ci siamo allontanati dalla sua casa e ha immediatamente dimostrato di essere particolarmente interessata alla macchina fotografica e così Flip le ha messo al collo una delle sue, le ha insegnato velocemente come usarla e le ha chiesto di raccontare a modo suo quello che stava per succedere nel villaggio.
Sveta mi ha seguito e mi ha osservata attentamente e poi ha raccontato attraverso i suoi occhi, e le immagini sorprendenti che ha impresso nella macchina fotografica, le ore passate assieme.
Spesso m’incantavo a guardarla è lei che, nel suo silenzio, ci ha ricordato come ogni km percorso in questo viaggio ha dimostrato come dietro ogni sorriso si nasconda la vera magia.
Siamo qui per questo, per vivere e raccontarvi queste storie perché nessuno deve essere dimenticato.
Oggi giorno, da dieci anni, cerchiamo di cambiare il mondo un Sorriso alla volta,
quel giorno certamente l’abbiamo fatto con quello di Sveta.

