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Gaia Nuzzi

Da dove iniziare? Sono Gaia, una studentessa universitaria di Milano. Ho conosciuto Una Mano per un Sorriso for Children “girovagando” su Facebook poco più di un annetto fa, a seguito di una vacanza in Africa. Mi sono subito appassionata ai loro racconti e progetti in giro per il mondo e, non appena gli impegni di studio e lavoro me l’hanno permesso ho deciso fosse arrivato, anche per me, il momento di fare qualcosa.

A Luglio di quest’anno ho seguito “virtualmente” il viaggio di Paola, Francesco, Nicola e altri volontari di Una Mano per un Sorriso tra Kenya e Tanzania e la costruzione della nuova Smiling School Enyorata.

Ad Agosto è toccato a me, zaino in spalla e via verso la Tanzania! Dopo qualche giorno passato in autonomia tra varie scuole e safari, insieme a Barbara un’altra volontaria cilena, ho avuto la fortuna di conoscere, finalmente, di persona Paola e Francesco.Mi hanno portata nel villaggio masai “Baracca” in cui ha sede la “Smiling School Enyorata” fatta di sterco, fango e legno. Non posso spiegarvi l’emozione nel vedere finalmente con i miei occhi quello che da tempo vedevo solo tramite le loro foto su Facebook! La nuova “Smiling School” in costruzione poi, era più bella e grande di quanto sembrava esserlo in foto. Non essendoci la scuola per via del weekend, mi hanno portata a fare un “giro turistico” nel villaggio presentandomi i masai (che accoglienza! ☺) e spiegandomi come fosse nata l’idea di una scuola lì, nel bel mezzo della savana. Bé, credo che questa sia stata la cosa che più di tutte mi abbia fatto capire l’importanza di questo progetto. In quei giorni mi ero ormai abituata a vedere bambini  masai di 3/4 anni che portavano in giro mandrie di zebù e capre, da soli e per molti km. Proprio per evitare che i figli facessero questa vita, Lobiko, Mathew e Katai, tre fratelli capi del villaggio, hanno chiesto aiuto ai volontari.

In settimana, riprese le lezioni, Paola e Francesco mi hanno presentato anche i bambini: 60 piccoli minions, per via del colore dei loro grembiulini, dai 3 ai 6 anni. Quello che ho imparato e provato stando con loro non ve lo so spiegare. Sempre con il sorriso sulle labbra, felici nonostante tutto.

Ogni mattina della settimana raggiungevamo la scuola con un bajaj:  lezioni, giochi, merende, “banana day” e tanti sorrisi. Sorrisi anche quando il dottore, con cui i volontari di Una Mano per un Sorriso hanno stipulato un accordo che lo impegna a passare da scuola ogni tre mesi, ha insegnato ai bimbi ad assumere “un postiglione” per la prevenzione dai vermi.
Tra una lezione di matematica e l’altra, abbiamo distribuito il materiale scolastico, i giochi e insegnato loro ad usare spazzolino e dentifricio (non potete capire quanto erano felici ☺) e nel frattempo, ogni giorno, osservavamo i progressi nella costruzione della nuova scuola in mattoni che diventava sempre più bella e accogliente.
Il giorno più divertente ma anche emozionante è stato sicuramente quello in cui, dopo una giornata di lezione, siamo tornati alla scuola per il “masai party”! 😀 Insieme al gruppo di Sgficav e alcuni rappresentati dei Los Massadores, che hanno finanziato  parte del progetto della scuola, abbiamo festeggiato con i tutti i bambini. Palloncini, ananas, banane, angurie, succo e biscotti e poi al tramonto…. Riso e capra cucinati con il cuore per noi da parte dei masai, balli e canti tipici, prima di tornare in albergo.

La cosa che più mi ha fatto riflettere, durante quei giorni, è stata come tutta la comunità masai collaborasse con i volontari, vedere quanto impegno e buona volontà ci fosse da entrambe le parti mi ha fatto capire che, nonostante le diverse idee e culture, insieme si può fare tanto. Ho capito quanto a volte basti davvero poco; nel mio caso, per esempio, quello che solitamente spendo in Italia per comprare una semplice t-shirt (per sfizio, visto che ho l’armadio pieno), mi è stato sufficiente per comprare  del cibo per tutti i bambini.

Il giorno dei saluti non avrei mai voluto finisse. Non riuscivo più a smettere di piangere e non riuscivo a spiegarmi come avessero fatto, in così poco tempo, a darmi così tanto.Avrei veramente ancora tantissime cose da raccontare ma vi lascio con qualche foto scattata durante la mia avventura, sperando di potervi trasmettere anche solo una piccola parte delle tante emozioni che ho provato insieme agli altri volontari e a tutte le persone che ho avuto il piacere di conoscere.

Grazie Paola e Francesco, grazie a tutti i volontari di Una Mano Per un Sorriso per tutto quello che avete fatto, fate e farete.

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