La mia testimonianza dalla missione Tanzania: “Quando prendi il tuo volo di ritorno per l’Europa e lasci l’Africa ti rendi conto che tornerai.”Se i viaggi portano con sé ricordi, esperienze e fotografie questa missione ha portato con me stati d’animo, sensazioni, odori e principalmente condivisione.
Quest’estate sono atterrata in Africa, per la prima volta ho sorvolato questo continente con le sue distese di savana e di terra incontaminata. Il paesaggio non contaminato dall’uomo è uno scenario insolito, la possibilità di spingere la vista oltre l’orizzonte senza essere interrotti da costruzioni è senza dubbio una conquista che va vissuta completamente.
Prima di partire avevo deciso che sarei arrivata nel villaggio di Mto wa Mbo senza aspettative, non volevo immaginarmi come sarebbe stato, semplicemente perché volevo che la mia mente fosse libera dai preconcetti e potesse costruirsi le idee solo sulla base delle esperienze vissute.
Cercherò di spiegarvi semplicemente cosa questa missione ha significato per me.Devo ringraziare Paola, Nicola e Francesco che mi hanno permesso di vivere questa splendida esperienza e di essere parte di questo progetto. Devo a loro la tranquillità e l’entusiasmo che mi ha accompagnato in queste 3 settimane.Ho conosciuto la comunità Masai entrando in punta di piedi nei loro usi e costumi, rispettandoli mi sono lasciata trasportare dalla bellezza dei loro racconti, dalla particolarità del loro modo di vivere e concepire le giornate. Il tempo è diverso, le distanze sono diverse, i bisogni sono diversi. Ed è vivendoli, stando con loro che ti rendi veramente conto di quali sono i loro bisogni, di cosa ha bisogno la comunità e cosa può esser fatto per aiutarla mantenendo intatta la loro identità.
Questo popolo ha un’identità forte e ben definita che sente il bisogno di essere preservata e sostenuta; qui entra in gioco il lavoro dei volontari, i quali mettono a disposizione loro stessi per sostenere. Per sostenere una comunità ci sono molte vie, aiutare economicamente, tendere una mano, intervenire sul territorio, ascoltare, parlare, regalare un sorriso e condividere.
Ho vissuto l’avvio di due progetti molto importanti, la costruzione di una nuova scuola per 60 bambini masai e l’avvio di un programma per la loro salute.
Ho trascorso tre settimane con loro, giocando, insegnando, aiutando a scrivere, a disegnare e a contare, ho visto la loro emozione nella costruzione della nuova scuola e ho visto crescere giorno per giorno la possibilità di realizzare questo progetto. La possibilità di avere una scuola in muratura, non più fatta di paglia, fango e polvere ma una vera scuola in cui creare le condizioni necessarie per lo studio e l’insegnamento delle norme igieniche di base è stata una conquista che Paola e Nicola hanno voluto e lottato per avere.
Mi sono emozionata quando un bambino mi ha riportato un fazzoletto che gli avevo dato una settimana prima, qualsiasi oggetto è prezioso. Lo tengono con loro, lo difendono, anche se si tratta di un fazzoletto con cui soffiarsi il naso. Mi sono emozionata quando ho visto il sorriso e l’euforia di 60 bambini per un pallone da calcio che gli avevamo portato. Mi sono emozionata quando i bambini ci hanno ringraziato per aver condiviso con loro della frutta, un giorno in cui a causa della mancanza del legno da ardere non avevano avuto la possibilità di mangiare il porridge.Ho imparato che l’aiuto più grande che possiamo dare è creare delle opportunità e ho vissuto in prima persona quanto Smiley Hand stia lavorando per creare opportunità e un futuro per questi bambini.
Quando prendi il tuo volo di ritorno per l’Europa e lasci l’Africa ti rendi conto che tornerai.
Grazie per tutto.

