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La nostra favola di Natale è Joseph

Il 28 marzo del 2022 era uno di quei giorni “difficili” in cui siamo entrati nella discarica di Dandora. Lo facciamo periodicamente, perché è da lì che vengono molti dei nostri bambini che frequentano la Smiling School e dove lavorano la maggior parte dei loro genitori; cerchiamo di incontrare le famiglie, per stringere un legame, comprendere la loro situazione al meglio e conoscere a fondo la storia di ognuno di loro.

Ma quel giorno mentre camminavamo sulla distesa di rifiuti abbiamo notato un bambino solo, camminava con un sacchetto di nylon pieno di rifiuti sotto il sole delle due del pomeriggio. Ci siamo subito focalizzati su di lui e sul perché fosse lì solo.

Non ci è voluto molto tempo a capire che non parlava inglese, Abraham, il preside della nostra scuola, che era lì con noi, parlandogli in Swahili ci ha aiutati a comprendere la sua situazione. Javan Joseph viveva in discarica da settimane senza nessuno che si occupasse

di lui, dormiva lì, senza un riparo, e si procurava il cibo con i pochi scellini che riusciva a guadagnare raccogliendo qualche bottiglietta di vetro e vendendola all’ingrosso.

Javan Joseph aveva la febbre, lo stomaco gonfio ed era visibilmente assetato e affamato; immediatamente in discarica abbiamo individuato la sorella della madre che ci ha dato la possibilità di incontrare la madre del bambino e parlare con lei.

 

La mamma di Javan Joseph ha avuto lui e altri quattro figli con un uomo di cui nessuno ha più notizie da molto tempo, ad oggi la madre vive con un altro uomo che non accetta la presenza di figli non suoi in casa, tanto da arrivare a episodi di violenza sistematica nei confronti dei bambini. Sono tante le cose terribili che ci racconta che preferiamo non raccontarvi per proteggere questi bambini.

Javan Joseph ha compiuto 10 anni a giugno, ma prima di conoscerci aveva frequentato solo la scuola dell’infanzia, perché andare oltre aveva un costo eccessivo per la mamma, scappava spesso di casa per sfuggire a episodi di violenza e si rifugiava nella discarica.

È un bambino sveglio, intelligente, forte che ha dimostrato di sapersela cavare da solo nonostante la giovane età, ma la condizione in cui l’abbiamo trovato era inaccettabile, per questo abbiamo deciso di farlo diventare parte della nostra famiglia: inserendolo nel nostro programma scolastico, che gli garantisce un pasto ogni metà mattina e un pranzo caldo ogni giorno, nonché l’accesso al fondo assicurativo convenzionato con l’ospedale Neema Hospital.

Non basta, abbiamo deciso che non doveva tornare in quella situazione domestica, motivo per il quale da quel giorno Joseph vive in una piccola casa all’interno della nostra scuola, destinata ai bambini in una condizione simile alla sua e sorvegliata dal preside Abraham; ogni mese, grazie soprattutto a un sostenitore speciale, gli compriamo vestiti nuovi e tutto quello di cui ha bisogno.

 

Qualche settimana fa il preside Abraham ci ha mandato un vocale, era agitato e parlava mezzo in Swahili, mezzo Inglese e mezzo chissà che lingua… però le parole “Javan Joseph ci ha salvato” erano chiare e oggi per me sanno di Natale come il Canto di Natale di Charles Dickens profuma di Natale per tutto il mondo.

In seguito abbiamo capito che quella notte i ladri erano entrati alla Smiling School (e quando si parla di ladri a Korogocho si parla di persone di ben pochi scrupoli e armate fino ai denti), avevano costretto uno dei nostri insegnanti ad aprire l’armadio dei pc e consegnargli tutto. Avevano già imboccato la porta quando dalla camera da letto all’interno della scuola è uscito Joseph mezzo rimbambito dal sonno.

Quando i ladri l’hanno visto si sono fermati e sconvolti hanno detto: “Javan Joseph cosa fai tu qui?” Lui li ha guardati e ha risposto: “Questa è la mia casa adesso, loro mi hanno salvato e io ora vivo qui, mangio e vado a scuola.”

I ladri si sono guardati e hanno detto a teacher Kevin “No, noi non possiamo prendere queste cose perché queste persone hanno salvato Javan.”

Hanno lasciato tutto lì e se ne sono andati. Non sono mai più tornati.

Ogni giorno per tutto il periodo che ho passato nello slum quest’anno la prima cosa che facevo quando arrivavo alla mattina a scuola era andare nella classe di Joseph e sperare che lui fosse lì. E lui era sempre lì.

Tra pochi giorni ripartirò, ma non ho paura, so che Joseph sarà lì ad aspettarci e insieme continueremo a scrivere questa incredibile storia di Natale.

Buon Natale Javan Joseph.

 

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