Il 28 marzo del 2022 era uno di quei giorni “difficili” in cui siamo entrati nella discarica di Dandora. Lo facciamo periodicamente, perché è da lì che vengono molti dei nostri bambini che frequentano la Smiling School e dove lavorano la maggior parte dei loro genitori; cerchiamo di incontrare le famiglie, per stringere un legame, comprendere la loro situazione al meglio e conoscere a fondo la storia di ognuno di loro.
Ma quel giorno mentre camminavamo sulla distesa di rifiuti abbiamo notato un bambino solo, camminava con un sacchetto di nylon pieno di rifiuti sotto il sole delle due del pomeriggio. Ci siamo subito focalizzati su di lui e sul perché fosse lì solo.
Non ci è voluto molto tempo a capire che non parlava inglese, Abraham, il preside della nostra scuola, che era lì con noi, parlandogli in Swahili ci ha aiutati a comprendere la sua situazione. Javan Joseph viveva in discarica da settimane senza nessuno che si occupasse
di lui, dormiva lì, senza un riparo, e si procurava il cibo con i pochi scellini che riusciva a guadagnare raccogliendo qualche bottiglietta di vetro e vendendola all’ingrosso.
Javan Joseph aveva la febbre, lo stomaco gonfio ed era visibilmente assetato e affamato; immediatamente in discarica abbiamo individuato la sorella della madre che ci ha dato la possibilità di incontrare la madre del bambino e parlare con lei.


