Venire qui tra Lucky Summer e Ngomongo-Korogocho non è certo come venire in vacanza.
Quando al mattino apri la finestra della camera, assieme alla polvere che ricopre implacabile ogni cosa, entrano inesorabili i fumi di Dandora, la più grande discarica a cielo aperto di Nairobi. In Kenya non c’è la raccolta differenziata, l’immondizia viene raccolta di casa in casa e portata in uno spazio aperto dove i rifiuti vengono rovistati in cerca di qualsiasi piccolo oggetto che possa essere rivenduto. Ne sono pieni i marciapiedi della strada che porta a Kariobangi.
Altre persone raccolgono plastica, lattine e carta; materiali che vengono infilati in grossi sacchi e rivenduti per pochi scellini. Il resto viene bruciato sul posto o finisce a Dandora, la montagna dell’immondizia. E’ sconsigliato anche solo avvicinarsi alla discarica perché, oltre all’odore immondo e al tanfo di plastica bruciata, è un luogo pericoloso nel quale vivono e lavorano donne e bambini ma soprattutto uomini che sono arrivati lì perché disposti a tutto, trascinando avanti una vita che è ben al di sotto della soglia minima di sopravvivenza.
Vivere a Ngomongo è difficile.
È difficile avere un lavoro, poter pagare anche un misero affitto, riuscire a comprare cibo sufficiente per la famiglia. È difficile mandare i figli a scuola e pagare loro gli studi. L’educazione scolastica in Kenia è “gratuita” ma non arriva ovunque. Qui negli slum i bambini possono frequentare solo informal school, scuole informali, per le quali le famiglie devono pagare una retta mensile, devono poi provvedere alla divisa, alle scarpe, ai libri, al materiale di cancelleria e anche gli esami sono a pagamento, così come era da noi nel secolo scorso.
Quante volte intervistando le famiglie dei nostri ragazzi ci siamo sentiti dire: “Troppo spesso devo scegliere tra mandarli a scuola e dar loro qualcosa da mangiare”, e purtroppo, spesso vince la fame.
Le difficoltà economiche e l’ambiente minacciano ogni giorno la salute di questi bambini. Il sistema sanitario keniano, a differenza del nostro, è a pagamento. Solo i vaccini sono gratuiti anche se molto spesso le mamme non sanno nemmeno che cosa sia un vaccino.
Cosa succede quando un membro della famiglia si ammala? Di solito ci si rivolge alla piccola dispensa farmaceutica di zona (chiamarla farmacia è troppo) e racimolato qualche soldo, se il caso non è serio, la situazione si risolve. Ma se qualcuno deve andare all’ospedale per essere sottoposto ad analisi e cure più serie, poiché le famiglie di Ngomongo non sono in grado di affrontare la spesa, le uniche soluzioni sono pregare o mandare il malato in campagna da qualche parente confidando nelle cure della medicina tradizionale.
Per tentare di dare una possibilità a queste famiglie, in collaborazione con il Neema Hospital abbiamo attivato una convenzione che permette a tutti i bambini che ne hanno bisogno di avere assistenza adeguata.
La scuola per questi ragazzi è importante, in certi casi vitale e per molti di loro fa la differenza. L’educazione primaria che sosteniamo attraverso il supporto alla Smiling School Kenya è la condizione minima necessaria per far crescere questi bambini con gli strumenti indispensabili ad affrontare il mondo che c’è fuori e, ve lo assicuriamo, quello che c’è fuori a volte è terribile.
Nonostante questo il nostro impegno è forte ed è per questi bambini che abbiamo deciso di continuare ad investire qui a Ngomongo e sul loro futuro. La vecchia Smiling School sorge su di un terreno di proprietà della società elettrica, non è in vendita e nemmeno edificabile. Nonostante tutti i rattoppi che ogni volta cerchiamo di metterci, sta letteralmente cadendo a pezzi. Per queste ragioni per più di un anno abbiamo girato in lungo in largo tutto lo slum in cerca di un terreno adatto per costruire una struttura dignitosa e adeguata ad ospitare i figli di questa comunità.
C’è bisogno del nostro sorriso e di qualcuno che lo porti fino a Korogocho.

