I sorrisi e l’accoglienza dei bambini hanno reso naturale la reciproca conoscenza e mi hanno fatto sentire a mio agio. La reciproca conoscenza non è avvenuta solo tramite gli sguardi o presentandomi ma anche dall’essere stata messa alla prova dai ragazzi della settima classe. Il secondo giorno mi hanno sottoposto ad una serie di esercizi di matematica, che dovevo risolvere sotto i loro sguardi attenti. Quando ci ripenso sorrido tra me e me!
Ho provato una gioia immensa nel vedere i bambini coinvolti durante le lezioni di matematica che ho tenuto alla Smiling e ho percepito la loro voglia di conoscere.
Ho potuto anche osservare che tutto ciò che scrivevo alla lavagna veniva ascoltato, accolto dai bambini e scritto nei loro quaderni.
È stato emozionante vedere i bambini sorridere ai nostri sorrisi e agli abbracci. Ho sentito il cuore pieno di emozioni che ancora oggi faccio fatica a descrivere.
Altro quartiere è Lucky Summer dove ho alloggiato. Il paesaggio di questo quartiere è costituito da un’immensa discarica a cielo aperto, dal suo odore intenso che diventa famigliare con il passare dei giorni, dai rifiuti gettati per le strade e dalle baraccopoli ma è anche il luogo che ospita la NUOVA scuola, costruita con i mattoni, la scuola con le porte gialle e i banchi in legno. È la scuola progettata da Paola e Marta. In questa scuola ho conosciuto due giovani insegnanti Elisabeth e Micheal, molto motivati e disponibili a confrontarsi con noi. È la scuola dove abbiamo potuto iniziare il corso di computer e dove i bambini della classe quinta della Smiling School hanno realizzato gli orti in sacco.
La missione in Kenya mi ha permesso di capire che Korogocho non è solo una baraccopoli, rifiuti e caos ma è anche il luogo che custodisce le storie delle persone come quella di Grace, di Mayann e queste storie le ho ascoltate e vissute.
Mi ha colpito la determinazione e il coraggio di Maryann che nonostante sia in sedie a rotelle si dedica agli altri, ai ragazzi delle scuole di Korogocho, tenendo delle lezioni su diverse tematiche come quella sull’ adolescenza. Ho avuto la fortuna di potere assistere ad una sua lezione e di notare la sua capacità nel sapere coinvolgere i ragazzi.
Altra storia quella della piccola Grace e di sua nonna, la quale pur non essendo la sua nonna “sanguinea” si è presa cura di questa bambina, cambiandole il destino.
La mia missione alcune volte è stata difficoltosa, ma anche coinvolgente e conoscere le storie delle persone, che ho incontrato e i miei compagni di missione è stato del tutto inaspettato.
Se è vero che “si ritorna sempre dove si è stati bene e che i posti sono semplicemente persone” (Nessun posto è casa mia; C.Galiazzo) allora spero di rivederti presto Korogocho!!”