Sono Assmà,
una semplice ragazza che ama prendersi cura di se stessa e degli altri, ma non ho mai trovato il metodo migliore per essere d’impatto nella società, cambiare le cose nel mio piccolo.
Quest’estate però grazie ad “Una mano per un Sorriso – For Children” ho trovato la mia strada: ho avuto l’opportunità di scoprire una nuova realtà e di scoprirmi.
Non nel senso di scoprirmi fisicamente, perché sono una ragazza musulmana e porto l’hijab, infatti sono protagonista del documentario “Assmà porta il velo e gioca a calcio” del regista Dimitri Feltrin.
Il mio obiettivo in questa missione in Grecia è stato anche quello di presentare il documentario alle ragazze del campo profughi.
È stata una delle esperienze più emozionanti della mia vita perché in quel momento anche loro sognavano con me.
Sognavamo un mondo diverso che non ti etichetta per le tue origini il tuo status o il tuo credo, ma piuttosto per quello che sei, quello che fai e quello che puoi dare agli altri.
E queste ragazze mi hanno dato molto, sicuramente più di quello che io ho dato a loro.
