I soggetti più colpiti dalle restrizioni imposte da questa emergenza sanitaria sono senza dubbio i bambini e i ragazzi. Un’intera generazione che si sta confrontando con le sfide che il lockdown contro il Covid-19 impone a tutti noi.
In questo scenario è necessario che uno spazio della nostra riflessione emergenziale riguardi anche la necessità dei ragazzi di continuare un dialogo educativo e costruttivo con altre persone che non siano unicamente mamma e papà, guardare un orizzonte che non sia quello della finestra della camera, scoprire che il mondo fuori continua ad esistere – anche se diverso da prima – e non è solo quella tragica sequenza di ambulanze che mostra la televisione.
Riaccendere l’interesse, la fantasia e l’empatia verso il prossimo sono passi indispensabili per arginare i danni di questo isolamento e avviare una ricostruzione dell’identità globale dei bambini e dei ragazzi. Il distanziamento sociale ci impone l’utilizzo della didattica a distanza, una didattica a distanza che miri alla ricostruzione di una relazione educativa positiva fondata sul dialogo e l’ascolto, sul mantenimento della fiducia, sul contrasto alle depressioni, alla solitudine, alla perdita di senso e interesse.
Così i programmi Children for Children – Educazione alla Pace e alla cittadinanza globale assumono, attraverso la didattica a distanza, nuovi significati e, a nostro avviso, un importante strumento per spalancare ai ragazzi le porte del mondo e aiutarli a capire che il mondo è ancora lì e che potranno tornarci il prima possibile, e che noi li accompagneremo in questo viaggio.
Questo, a nostro avviso, deve essere oggi l’obiettivo della scuola e di tutti gli educatori.
In diretta con il Liceo Scientifico Economico Sociale Marconi di Conegliano a Treviso: “Children for Children – Progettare il Futuro!”
Così in queste settimane è proseguito al liceo Marconi anche un progetto di geografia e cittadinanza attiva focalizzato sugli obiettivi dell’agenda 2030 e, in particolare, sull’empowerment delle donne attraverso il modello del microcredito (progetto di simulazione di una progettazione e un intervento di realizzazione di programmi di Microbusiness) rivolto alle mamme dei bambini che frequentano la Smiling School nello slum di Korogocho a Nairobi in Kenya.
I ragazzi della 2L, che frequentano il Liceo Marconi di Conegliano con indirizzo Economico Sociale, ormai da gennaio, prima dell’inizio del lockdown, stavano elaborando programmi d’intervento in questa realtà con il nostro supporto, attraverso l’analisi della realtà coinvolta e delle iniziative che la nostra associazione attua sul territorio. La classe si è divisa in 5 gruppi e ogni gruppo ha presentato una sua proposta attuativa simulando una richiesta di finanziamento a Lush Italia che da tempo, attraverso il suo programma Charity, sostiene molte iniziative di promozione e sostegno ai diritti delle comunità più svantaggiate nel mondo.
Nonostante la chiusura delle scuole, i ragazzi hanno collaboranto a distanza per completare i loro progetti e ci hanno invitato ad un paio di lezioni in videoconferenza per presentarceli, vestendo con convinzione i panni di giovani volontari della nostra associazione. Sono state mattinate intense di dialogo e confronto su temi importanti, su realtà lontane ma che non devono essere dimenticate. I ragazzi si sono cimentati sull’utilizzo della nuove tecnologie prendendone sempre più confidenza e riuscendo a contribuire attivamente all’allentamento di qualsiasi distanza.
- 1. children for children_Liceo Marconi
- 2. children for children_Liceo Marconi
- 3. children for children_Liceo Marconi
- 4. children for children_Liceo Marconi
- 5. children for children_Liceo Marconi
- 6. children for children_Liceo Marconi
- 7. children for children_Liceo Marconi
- 8. children for children_Liceo Marconi
- 9. children for children_Liceo Marconi
Si parla molto in questi giorni di didattica a distanza e delle difficoltà che comporta, ma poco si parla in realtà di come, utilizzando gli strumenti a nostra disposizione, si possa fare tanto e subito. La scuola, la comunità e il futuro si costruiscono attraverso il dialogo, l’impegno e la fatica non con i bla bla bla, ma soprattutto attraverso la fiducia, fiducia in questi eccezionali ragazzi che anche in questa circostanza estrema hanno saputo insegnarci che solo insieme si può.
Un grazie speciale va senza dubbio alla loro insegnante Roberta Reginato che attraverso le sue abilità nel settore di scuola a distanza e comunicazione attiva ci ha aiutato a proseguire questa iniziativa, ma soprattutto perché ha saputo trasmettere ai suoi ragazzi fiducia e speranza.
Paola e Marta
Una mano per un Sorriso – For Children










