La Turchia è un grande paese ma il nostro intervento è mirato alla zona al confine con la Siria. Confine chiuso e dove le autorità Turche hanno disposto un consistente dispiegamento di forze per colpire qualunque tentativo di passare la frontiera. Nei primi mesi 2017 è stato anche completato un muro di 330 km e protetti altri 191 km con filo spinato il tutto finalizzato alla protezione del confine con Siria ed Iran.
Kilis la città del sud della Turchia nella quale operiamo è a 7 km dal confine con la Siria. Era una cittadina di 80.000 abitanti, che viveva di agricoltura , oggi ospita c.a. 140.000 profughi . Il sistema sociale e i servizi sanitari sono in grande difficoltà. I profughi spesso senza alcun titolo legale per vivere in Turchia non possono lavorare in modo legale, provengono da famiglie normali e prima della guerra vivevano in case confortevoli ed in città vivibili . Oggi vivono in alloggi di fortuna come garage tende, case abbandonate senza luce, servizi igenici e con poca acqua da dividere con altre famiglie.
La popolazione è priva di assistenza sanitaria ed il cibo è scarso . La maggior parte dei bambini, a causa della “provvisorietà” delle loro vite non ha ripreso ad andare a scuola neppure qui in Turchia, questo causa un continuo aggravarsi del vuoto enorme che si sta creando tra i bambini e ragazzi e l’istruzione.














